Mirko Amaolo si laurea nel 2001 all’accademia di Belle Arti di Bologna con il massimo dei voti e la tesi di laurea “dal chiuso all’aperto” correlata dall’intervista all’artista contemporaneo Gilberto Zorio. Un incontro, quello tra Amaolo e Zorio, che rappresenta un punto di partenza per il giovane artista locale perché Zorio invita Mirko a seguirlo a Torino. In questo periodo Mirko si specializza in disegno, anatomia, storia dell’arte, fotografia e tecniche di scultura, diventa esperto nella lavorazione di marmi e pietre arenarie, tecniche di fonderia, lavorazione di gomme e resine. In seguito partono le collaborazioni nelle quali Mirko si cimenta nelle più diverse forme di linguaggio artistico. Collabora con Pill di Civitanova e realizza stand ed espositori per brand famosi: Cult, Docksteps, Zeis Excelsa. Collabora con il negozio di nicchia e d’avanguardia: Ossigeno di Porto Sant’Elpidio. Espone alcune opere a Villa Vitali di Fermo nella mostra collettiva organizzata dall’associazione culturale Verum di Civitanova Marche e mette in mostra sculture denominate “spazio-porzione”. Conosce l’artista contemporaneo tra i più apprezzati del momento: Franco Losvizzero e lo aiuta ad allestire l’opera sonoro-istallativa: l’albero sibilante della cuccagna a Montefortino, curatore Achille Bonito Oliva

L’artista dopo la laurea all’accademia di Belle Arti di Bologna e le molteplici esperienze maturate in campo artistico negli anni, dal disegno alla scultura, decide di promuovere la propria arte attraverso prodotti artigianali realizzati con i centrini di famiglia degli anni ’40. Recupera in soffitta i merletti di sua nonna e li utilizza per realizzarne oggetti da utilizzare, da maneggiare, non solo da guardare e ammirare. Così le opere d’arte diventano tazzine, piatti, cucchiai, ciondoli. Tutti prodotti realizzati in materiale refrattario ingobbiato pasta nera, smaltato e invetriato. Ingobbio con terra di caolino sciolta in acqua, passata a pennello e spazzolata. Piatti e tazzine vengono cotti più volte, smaltati, vetrificati e poi decorati con diversi tipi di spazzolature eseguite a secco. I centrini della nonna vengono sovrapposti e stampati sulla superficie di piatti e tazzine per ottenerne un effetto marmorizzato. L’arte è un bene da condividere e tramandare, per questo motivo i merletti di nonna Rosa rivivono nelle opere del nipote e regalano momenti di piacere a chi è in grado di sapere apprezzare tutta la bellezza e la magia che può derivare dal bere un caffè dentro un centrino degli anni ’40 rivisitato in chiave moderna.    

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

 

Comments


Add Comment